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Sintesi.
     
Nel  corso del secolo tredicesimo il papato persegu con successo  una
politica   improntata   al   dominio  sul   mondo   cristiano   e   al
ridimensionamento delle ambizioni imperiali.
Il  principale  protagonista  di questo  progetto  egemonico,  che  si
rifaceva  alle istanze di Gregorio settimo, fu Innocenzo  terzo.  Uomo
colto  e  dotato di una ferrea volont, egli si intromise con successo
nelle  dispute tra i feudatari dell'impero, e tenne sotto  la  propria
interessata protezione l'erede imperiale, Federico secondo,  riuscendo
poi  a  rendere vassalli, con notevoli benefici politici e finanziari,
molti regni cristiani.   (Paragrafo 1).
Dopo  aver  costruito una solida egemonia papale in  Europa,  egli  si
dedic   alla   repressione   di  quei  movimenti   ereticali,   sorti
inizialmente dalle esigenze di rinnovamento della Chiesa, che  avevano
finito   per   minare   dall'interno  la  credibilit   e   l'autorit
ecclesiastica.
La  guerra  senza  quartiere  alle due principali  eresie  diffuse  in
Europa,  quelle  dei ctari e dei valdesi, sfoci in  vere  e  proprie
crociate, che nei primi anni del Duecento si abbatterono sulle regioni
della Francia meridionale, sulle valli alpine e sul Piemonte. Anche la
lotta  "quotidiana",  capillare,  contro  le  posizioni  eretiche  dei
cristiani, si era fatta pi intransigente, ed era stata affidata ad un
organismo   specializzato,  quello  dell'Inquisizione,   composto   da
rappresentanti  reclutati  per  lo  pi  fra  gli  ordini   mendicanti
(domenicani  e  francescani) diffusisi con enorme successo  nel  mondo
urbano.   (Paragrafo 2).
Fondati  da  due  devoti, Domenico e Francesco,  l'uno  ecclesiastico,
l'altro  laico,  che  basavano il loro operato  sulla  povert,  sulla
carit  e  sulla  predicazione della parola di  Cristo,  pur  restando
nell'ambito della Chiesa e rispettandone gerarchie e dogmi, gli ordini
dei domenicani e dei francescani servirono a combattere le istanze pi
radicali degli eretici sul loro stesso terreno.
Dovendo  sostentarsi con la carit e predicare il Vangelo alle  masse,
gli  ordini  mendicanti furono costretti a vivere  nelle  citt,  e  a
frequentare  scuole e universit. Fra loro emergeranno i pi  eminenti
intellettuali  del  secolo,  fra  i  quali  Alberto  Magno  e  Tommaso
d'Aquino.   (Paragrafo 3).
